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Le notizie

Londra

Gli investimenti retail in Europa aumentano del 34% su base annuale nel Q2 2011

Secondo l’analisi di Jones Lang LaSalle


Londra, 1 agosto 2011 – Nel secondo trimestre 2011 gli investimenti diretti di immobili retail in Europa hanno raggiunto i €4.9 miliardi. Il volume complessivo degli investimenti fino a questo momento si attesta sui €13.6 miliardi, + 34% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
 
La maggior parte dell’attività di investimento rimane concentrata nel Regno Unito e in Germania, che registrano il 56% del volume trimestrale complessivo, mentre le transazioni in Svezia, paese che continua ad attrarre l’interesse degli investitori, hanno raggiunto i €572 milioni. La Svezia, infatti, ha già oltrepassato i volumi registrati nell’intero 2010; solo nella prima metà di quest’anno ha superato gli €896 milioni.
 
Alcuni mercati hanno osservato una crescita delle attività nel trimestre, con volumi che in Russia (€432 milioni) e in Polonia (€332 milioni) sono stati spinti da alcune importanti transazioni, particolarmente l’acquisto del Gorbushkin Dvor e del Filion Shopping Centre a Mosca da parte di MTZ Rubin per €278 milioni e l’acquisizione da parte di Carpathian del Promenada Shopping Centre a Varsavia per €171 milioni.
 
Jeremy Eddy, Head of EMEA Retail Capital Markets di Jones Lang LaSalle, commenta: “L’attuale domanda da parte degli investitori resta focalizzata sui mercati core europei di Francia e Germania, ma ci aspettiamo che, entro la fine dell’anno, anche la Polonia e l’area CEE registrino significativi volumi di investimento. Gli investitori guidati da profitti maggiori si stanno concentrando sui mercati in crescita di Russia e Turchia, che prevedono locazioni e turnover in aumento, oltre al potenziale per la compressione dei rendimenti.”
 
Continua Eddy: “I mercati dell’Europa del Nord che offrono fondamentali attraenti sono comunque limitati dalla poca disponibilità di stock. Nella maggior parte dell’area europea rimane ancora una significativa disponibilità di equity per asset di alta qualità e ci aspettiamo che la tendenza da noi identificata, l’associazione fra equity ed expertise, acceleri ulteriormente.”
 
La tipologia di asset più richiesta è ancora il centro commerciale, che ha registrato il 59% dei volumi retail complessivi nel trimestre. Questo trend è stato meno evidente nel Regno Unito, dove nel Q2 sono state completate 29 transazioni di retail warehouse, con una grandezza media di €21 milioni. La richiesta di supermercati resta forte, con un numero significativo di transazioni concluse nel trimestre, incluso l’acquisto da parte di Unibail-Rodamco di un portafoglio di 4 negozi in Svezia per €266 milioni e il sale & leaseback di due supermercati Tesco nel Regno Unito.
 
James Brown, Head of EMEA Retail Research di Jones Lang LaSalle commenta: “Contrariamente allo scenario di una ripresa economica instabile in Europa, i volumi di investimento nella prima parte di quest’anno hanno continuato a migliorare rispetto all’anno precedente, nonostante le cifre siano state sicuramente influenzate da un certo numero di operazioni importanti. Il secondo trimestre è stato caratterizzato da una continua crescita della geografia delle transazioni. Entriamo nel Q3 con un buon slancio e una pipeline di transazioni che si stanno chiudendo o si chiuderanno entro la fine di settembre.”
 
Davide Dalmiglio, Head of Retail Capital Markets di Jones Lang LaSalle Italia, commenta la situazione nel nostro paese: “Il mercato degli investimenti retail nel primo semestre del 2011 ha evidenziato diverse tendenze ed una buona vivacità soprattutto se paragonato agli altri settori. La prima tendenza è sicuramente la continua presenza di investitori internazionali attivi, con profili di rischio differenti e con un discreto livello di equity disponibile. Sebbene con poche eccezioni, gli investitori italiani non sono ancora invece particolarmente presenti ed attivi e, su un totale di circa 350 milioni di Euro di transazioni, hanno pesato meno del 10%. Questo aspetto ci conforta perché ci consente di vedere margini di miglioramento per un maggiore coinvolgimento dei Fondi Italiani verso un settore non ancora particolarmente appetibile a causa della sue peculiarità e complessità. Altro aspetto da sottolineare è il ridimensionamento dei volumi transati in termini di singola transazione. Se l’anno scorso il mercato era caratterizzato da “big deal” questa volta ci troviamo di fronte ad un numero più elevato di transazioni ma con volumi inferiori, che difficilmente superano i 60 milioni di Euro. Per la fine dell’anno riteniamo che vi possano essere potenzialmente almeno altre 10 transazioni che potrebbero portare il volume complessivo a circa 800/900 milioni di euro”
 
– fine –
 
Note per i Redattori
Questo studio prende in considerazione tutti gli investimenti di centri commerciali, retail warehouse e factory outlet centre in Europa. Non include le high street e ogni transazione di valore inferiore ai US$5 milioni.