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Milano

Il mercato alberghiero nell’area EMEA rallenta ma continua a crescere

Secondo quanto riportato dall’ultimo Hotel Investor Sentiment Survey di Jones Lang LaSalle Hotels


Milano, 10 novembre 2011 – Il mercato alberghiero nell’area EMEA ha mostrato segnali di rallentamento nel secondo e terzo trimestre dell’anno; nei prossimi sei mesi si stima tuttavia una crescita nelle performance alberghiere nella maggior parte delle città, secondo quanto riportato nell’ultimo Hotel Investor Sentiment Survey di Jones Lang LaSalle Hotels. 
 
Delle 37 città monitorate, nel breve termine è attesa la crescita di 20 città, rappresentative del 54% del campione; le città in crescita sono 30 (81%) se si considerano le aspettative per i prossimi due anni.  L’attività degli investitori sarà prevalentemente focalizzata in città come Londra, Istanbul, Monaco e Parigi, sebbene nel medio termine vi siano aspettative positive anche in città come Stoccolma e Copenaghen.
 
Roberto Galano, Executive Vice President di Jones Lang LaSalle Hotels in Italia, dice: “L’andamento del mercato nel corso degli ultimi sei mesi è stato piuttosto altalenante. Dopo un inizio dell’anno caratterizzato da una forte ripresa nell’economia globale con conseguente rafforzamento della fiducia degli investitori, il secondo e terzo trimestre hanno visto un ritorno all’incertezza ed un rischio verso una nuova contrazione. Questo fenomeno ha certamente influito sulle aspettative degli investitori verso il mercato alberghiero”.
 
Gli investitori appaiono ancora maggiormente fiduciosi verso l’Europa Occidentale, rispetto all’Europa dell’Est, sebbene in città come Mosca e Varsavia le aspettative di breve e medio termine siano di forte crescita. In queste città il mercato alberghiero è ancora in una fase di sviluppo, fase che si è temporaneamente arrestata in concomitanza con la congiuntura economica negativa. Grazie alle forti potenzialità legate alla crescita della domanda turistica ed un’offerta alberghiera ancora limitata, gli investitori stimano significative potenzialità di crescita nel futuro.
 
Nel Regno Unito, la lenta ripresa dell’economia insieme a tassi di inflazione ancora troppi elevati continuano a sortire un effetto negativo sulle performance alberghiere nel breve e medio termine, alla luce anche dell’attento controllo esercitato dalle società sulle spese legate ai viaggi di lavoro.
Grazie al suo eccellente posizionamento, Londra continua a registrare performance positive, mentre nelle altre città del Paese si è assistito ad un peggioramento delle performance.
 
In termini di attitudine degli investitori, abbiamo registrato un rafforzamento tra le intenzioni di acquisto che, con un peso del 41,8%, dominano il “sentiment” degli investitori, anche a dimostrazione di un più corretto livello di pricing.  La tendenza a mantenere i propri immobili in portafoglio si è invece indebolita e rappresenta il 28,2% dell’ultimo sondaggio, in riduzione di 680 basis point in confronto ad Aprile 2011. “Costruire” e “vendere” si collocano rispettivamente in terza e quarta posizione con un peso percentuale pari al 16,2% e 13,8%, testimoniando la propensione a mantenere i propri immobili in portafoglio da parte di chi non è costretto a vendere, considerando il crescente numero di distressed asset attualmente sul mercato.
 
Nell’area MENA, la “Primavera Araba” e l’instabilità politica hanno contribuito ad impattare sulla fiducia degli investitori; i rendimenti si sono tuttavia mantenuti su livelli intorno all’8,9% e nel medio termine è atteso un ulteriore miglioramento nelle performance. In quest’area una forte crescita è attesa per la città di Doha.
 
Roberto Galano  conclude: “Ci aspettiamo un ridimensionamento nell’aspettative di rendimento da parte degli investitori, sebbene mercati come Londra e Parigi caratterizzati da una forte domanda all’acquisto di prime e secondary asset certamente soffriranno meno. Sono in peggioramento invece le aspettative di rendimento nelle città secondarie, riflettendo l’incertezza percepita per una crescita futura ed un mercato del credito ancora difficile. Il ritorno all’acquisto tra le alternative strategiche degli investitori sta ad ogni modo ad indicare l’opportunità di assistere ad una svolta nel mercato degli investimenti alberghieri, considerando il significativo incremento nel numero di alberghi attualmente in vendita”.
 
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