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Le notizie

Milano

Gli investimenti nel settore retail rallentano nel Q1 2012

Secondo i dati di Jones Lang LaSalle


Milano, 15 maggio 2012: Nel primo trimestre del 2012 il volume degli investimenti nel settore retail in Italia, a quota €70 mln, ha costituito il 16% del totale degli investimenti in immobili commerciali (€440 mln). Il risultato di questi primi tre mesi dell’anno rappresenta un consistente rallentamento rispetto all’ultimo trimestre dello scorso anno. Rispetto al primo trimestre del 2011, lo stesso periodo di quest’anno ha visto  un rallentamento delle transazioni in tutti i settori.

La situazione italiana è tuttavia in linea con quanto registrato in tutta Europa, in cui si è registrato un calo del 24% del volume di investimenti totali e del 65% nel solo settore retail rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

L’interesse degli investitori nel segmento high street e nelle location prime non è venuto meno, ma c’è una maggiore cautela nell’approccio al mercato italiano. Il rischio-paese percepito e l’incertezza derivante dal sistema normativo e fiscale attualmente in evoluzione continuano ad influenzare le aspettative di prezzo degli investitori, anche per i centri con le migliori performance. Con queste aspettative i venditori saranno chiamati a confrontarsi.

E’ ormai risaputo che la crisi ha causato una battuta d’arresto nei consumi, di tutte le tipologie di prodotto. Evidenze aneddotiche suggeriscono che alcune realtà commerciali stiano soffrendo meno di altre, ed analisi puntuali del prodotto specifico sono più che mai importanti. Tuttavia, in generale gli indicatori macroeconomici dipingono uno scenario difficile per i retailer, che si troveranno a dover innovare e a cercare nuove strategie che sostengano gli obiettivi commerciali in tale contesto.

Commenta Davide Dalmiglio, Head of Retail Capital Markets di Jones Lang LaSalle: "Nonostante il clima negativo che si respira attorno al mercato degli investimenti retail in Italia (non che in Europa sia così roseo) vari soggetti investitori retail specialist da anni presenti in Italia percepiscono la situazione attuale come una "finestra" interessante per assicurarsi opportunità a valori ben lontani da quelli del picco del 2007 e quasi in linea con le dinamiche di inizio 2000. Molti dei soggetti operanti in Italia da anni ed alcuni newcomer ritengono che l'Italia abbia sempre fondamentali economici solidi. Per questo il Nord del paese rimane degno di interesse perchè in linea con altre realtà europee mature. I prossimi mesi saranno cruciali per definire quale sarà il futuro prossimo del settore, soprattutto laddove si definisca lo scenario macroeconomico europeo e soprattutto si chiarisca la sorte dei paesi più penalizzati dalla crisi e dall’ ipotesi di default della Grecia".

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