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Londra, Chicago, Singapore

Nel 2012 un eccezionale quarto trimestre ha spinto i volumi globali degli investimenti in immobili commerciali a $ 436 miliardi

I dati preliminari di Jones Lang LaSalle indicano che negli Stati Uniti per effetto delle preoccupazioni sul fiscal cliff e della domanda sostenuta, i volumi relativi al quarto trimestre sono aumentati verso la fine dell'anno rispetto al 2011


• Alla fine del 2012 i volumi globali preliminari sono stati superiori alle previsioni raggiungendo i $ 436 miliardi, con un leggero aumento rispetto ai $ 435 miliardi del 2011 e un 36% di aumento rispetto al 2010.
• Globalmente nel quarto trimestre del 2012 i volumi ammontano a $ 141 miliardi rispetto ai $ 100 miliardi del terzo trimestre e ai $ 119 miliardi del quarto trimestre del 2011.
• La proprietà diretta di immobili mostra la sua attrattiva in un mondo ad elevata liquidità e basso rendimento con prospettive di crescita economica inferiori al trend per il 2013.
• Negli Stati Uniti il "fiscal cliff" e la domanda sostenuta hanno spinto i volumi degli investimenti ad una crescita del 51% su base trimestrale a seguito della preoccupazione dei venditori per l'aumento di tasse sul reddito da capitale e della necessità di allocare capitali, un 34% in più rispetto al quarto trimestre del 2011 e un 11% in più su base annua.  Anche per Canada e Messico il 2012 è stato un anno più forte rispetto al 2011, evidenziando una crescita in tutte le Americhe.
• L'Asia Pacifico ha fatto registrare una fine dell'anno stabile, ma i volumi relativi all'intero anno sono calati leggermente nel 2012 a $ 92,5 miliardi rispetto ai $ 98 miliardi del 2011, con una crescita economica inferiore in Cina che incide sui volumi del secondo maggiore mercato mondiale.
• L'Europa supera le aspettative raggiungendo i livelli del 2011 in termini di Euro ma facendo registrare un calo di 8 punti percentuali in termini di US$, in parte dovuto alla debolezza dell'euro.  Il Regno Unito è rimasto il mercato più attivo nel 2012 e nel quarto trimestre è stato rilevato un aumento dell'attività nel continente con Francia, Germania e paesi nordici più forti verso la fine dell'anno.
• Sull'onda di questa fine 2012 migliore rispetto alle previsioni, Jones Lang LaSalle stima che per tutto il 2013 i volumi si attesteranno tra i $ 450 e i 500 miliardi, con risultati conclusivi simili all'andamento registrato nel 2011 e 2012. Il momentum sarà costante nelle Americhe, mentre sono previsti un miglioramento nell'Asia Pacifico e risultati simili a quelli del 2012 per l'area EMEA.

Secondo la ricerca sui mercati dei capitali condotta da Jones Lang LaSalle in 60 paesi, nel quarto trimestre del 2012 è stato registrato un recupero nei volumi globali degli investimenti in immobili, con US$ 141 miliardi di transazioni nel corso del trimestre che portano il volume totale preliminare dell'anno a $ 436 miliardi. I volumi degli investimenti in immobili nel 2012 hanno rappresentato un leggero aumento rispetto ai $ 435 miliardi del 2011 e un 36% di aumento rispetto al 2010.
I risultati positivi del trimestre sono stati attribuiti, in parte, ad un aumento a fine anno della richiesta da parte degli investitori statunitensi alla ricerca di allocare fondi per evitare le tasse sul reddito da capitale conseguenti alla crisi del "fiscal cliff". Il volume degli investimenti negli Stati Uniti è aumentato del 51% su base trimestrale. Anche per Messico, Canada, Francia, Germania e paesi nordici i dati relativi alla fine dell'anno sono stati positivi.
Arthur de Haast, Head of International Capital Group di Jones Lang LaSalle ha affermato: "L'impennata registrata nell'ultimo trimestre dell'anno dimostra ancora una volta che i mercati immobiliari sono nella fase di recupero del ciclo e adesso supportano un aumento su base annua dei volumi delle transazioni.  In base a questi dati, possiamo prevedere un'ulteriore crescita nel 2013 con volumi globali che si attesteranno tra i $ 450 e i 500 miliardi".
David Green-Morgan, Head of Global Capital Markets Research ha dichiarato: "Le maggiori allocazioni nel mercato degli immobili da parte di numerosi gruppi istituzionali e di private equity stanno iniziando ad incidere sul mercato globale degli investimenti immobiliari. La minaccia di un aumento delle tasse sui redditi da capitale negli Stati Uniti ha scatenato una vera e propria ondata di transazioni a fine anno, tuttavia il fattore alla base è l'interesse suscitato dagli immobili in un ambiente ad elevata liquidità e basso rendimento. Nonostante il miglioramento nei valori registrato a livello globale negli ultimi tre anni, siamo ancora dal 15 al 20% al di sotto dei valori massimi del mercato. Rimane ancora un enorme potenziale di crescita in particolare nei mercati secondari su cui ha pesato la crisi finanziaria ma che stanno iniziando ad attrarre l'interesse degli investitori per i loro rendimenti più accattivanti".