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International Equity is back

Jones Lang LaSalle commenta l’andamento del mercato degli investimenti nel primo semestre di quest’anno e delinea le tendenze del prossimo futuro


​Il mercato degli investimenti in immobili commerciali in Italia ha registrato nel primo semestre di quest’anno una ripresa: sono stati transati €1.5bn, che rappresentano un aumento del 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Vi sono segnali di un ritorno della fiducia nel nostro paese da parte di grandi player internazionali, vecchi e nuovi.
In questo panorama, Jones Lang LaSalle ha agito in qualità di advisor per circa 450€mln sul totale delle transazioni avvenute in questi primi sei mesi dell’anno, confermandosi market leader, grazie alle operazioni che hanno coinvolto gli immobili Bodio 4 e 5 e Via Fara per quanto riguarda il settore Office, grazie alla JV del portafoglio “Senza Confini” (Austria, Slovenia, Italia) nel settore Retail e grazie alla vendita del Trophy Asset Hotel Four Season’s di Firenze da parte del dipartimento Hotels & Hospitality di Jones Lang LaSalle.

Dice Davide Dalmiglio, Capital Markets, Jones Lang LaSalle Italia: “Il nostro mercato sta recuperando terreno grazie a nuovi operatori e investitori che provengono da geografie diverse e che hanno profili di rischio differenti ma con un unico filo conduttore: il prodotto di qualità. Questi investitori approfittano di opportunità interessanti per garantirsi ritorni in linea col rischio paese e quindi con le difficoltà macro economiche evidenti, puntando inoltre su una diversificazione del loro portafoglio. I mercati secondari inizieranno ad essere colpiti dall’attenzione dei suddetti investitori una volta che i prezzi sugli asset prime si stabilizzeranno.
Oltre ai grossi portafogli di immobili, le principali tendenze nel mercato degli investimenti immobiliari riguardano i deal complessi con strutture sofisticate (come ad es. la JV di “Senza Confini”), dove equity e specialismo nei vari settori si sposano e dove la necessità di valorizzazione degli immobili e l’aumento progressivo deI NOI (Net Operating Income) risulta essere più premiante rispetto alla compressione prospettica dei tassi di rendimento.
Quindi per riassumere: asset prime, investimenti di dimensioni rilevanti e deal complessi per poter indirizzare maggiormente l’ingente equity disponibile.”
 
Conclude Dalmiglio: “Basandoci su queste considerazioni e sui mandati che gestiamo possiamo prevedere che a fine 2013 si arrivi ad un volume di circa €2.5bn di investimenti in tutti i settori (è esclusa la transazione di Porta Nuova da parte di Qatar Holding).
Il prodotto più ricercato sarà quello prime a Milano e Roma per quanto riguarda il settore Office, nel comparto Retail il segmento High Street continuerà ad attrarre l’attenzione degli investitori core, mentre nel settore del retail moderno saranno i centri Regionali e dominanti nei loro bacini ad attrarre l’attenzione dei capitali internazionali.”