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Milano

Le compagnie alberghiere sono di nuovo acquisitive


Nell’ EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) gli operatori che hanno recentemente dismesso il loro patrimonio immobiliare stanno ora considerando di rientrare sul mercato in veste di acquirenti in seguito ai repentini cambiamenti avvenuti nell’ultimo periodo.
Milano, 04 Febbraio 2009 – Nel 2008 il volume delle transazioni alberghiere (relativo solo a cespiti con valori di vendita al di sopra di €10 milioni) nell’EMEA è stato di €7,8 miliardi, in calo del 64% rispetto al 2007.
La riduzione degli investimenti alberghieri è riconducibile principalmente al minore numero di transazioni di portafogli immobiliari venduti nel 2008. In particolare, le ingenti dismissioni patrimoniali effettuate dalle catene alberghiere negli ultimi anni sono sparite del tutto dal mercato. 
 
Complessivamente le transazioni di portafogli immobiliari sono diminuite del 71%, mentre il volume delle vendite di singoli cespiti è sceso del 49%.  Il rallentamento si è evidenziato nell’ultimo trimestre dell’anno, quando il volume delle transazioni è calato di quasi il 90% rispetto allo stesso trimestre del 2007.
 
Roberto Galano, Executive Vice President di Jones Lang LaSalle Hotels in Italia, ha dichiarato: “Ci aspettiamo che il volume delle transazioni nel 2009 nell’EMEA scenda a €5 miliardi – ai minimi nell’ultimo decennio – determinato da un significativo calo delle transazioni di portafogli immobiliari e da un’ulteriore diminuzione delle vendite di singoli cespiti. Gli investimenti rimarranno contenuti nella prima metà dell’anno, ma si prevede che riprenderanno durante l’ultimo trimestre.”
 
“La nostra ricerca evidenzia come le compagnie alberghiere siano diventate nel 2008 i principali acquirenti sul mercato, in quanto considerano l’acquisto degli immobili come una buona strategia per sostenere la crescita nelle attuali condizioni di mercato. Questo potrebbe significare l’inizio di una completa inversione di tendenza rispetto alle vendite trainate dalla facilità di credito osservato negli ultimi anni”, aggiunge Galano. “Se i prezzi subiranno delle correzioni al ribasso rispetto ai picchi registrati negli ultimi anni, l’investimento in alberghi può generare dei rendimenti interessanti sia per gestori privati che per quelli quotati.”
 
Gli investitori ancora attivi continueranno a prediligere le principali città Europee, in particolar modo Londra, Parigi, Roma, le quali hanno registrato un incremento contenuto dell’offerta negli ultimi anni e pertanto sono in grado di affrontare meglio il rallentamento dell’economia e di
recuperare più velocemente dopo periodi di crisi.
 
Storicamente queste città hanno dimostrato un’ottima capacità di attrarre turisti sia internazionali che nazionali e presumibilmente manterranno tassi di occupazione tra il 75% e l’80%. Nonostante il significativo calo della domanda, gli alberghi in queste città continuano ad essere i più ambiti dagli investitori e sembrano in grado di mantenere il loro valore immobiliare.
Nel 2008, la maggior parte delle transazioni ha riguardato la vendita di immobili liberi da vincoli oppure con contratti di locazione.
 
Conclude Roberto Galano: “Nel 2009, ci aspettiamo l’emergere delle situazioni più critiche in Irlanda, Spagna e Regno Unito anche se all’interno dell’EMEA, a vario livello ogni paese avrà le sue situazioni di criticità da affrontare.  In generale, i proprietari immobiliari e con loro gli istituti detentori del finanziamento, rimarranno avversi alla vendita in questo contesto economico turbolento, a meno che non siano obbligati per esigenze di rifinanziamento o altri motivi economici.”
 
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