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Milano

Secondo JLL, transazioni nel settore ricettivo in Europa aumentano dell'85% rispetto al 2014


  • Volumi EMEA H1 2015 in aumento dell'85% rispetto al 2014
  • Regno Unito cresce del 172% rispetto al 2014
  • Europa nel mirino dei fondi di private equity, in particolare gli alberghi del Regno Unito
  • Gli investimenti cinesi quest'anno hanno già raggiunto $ 1,9 miliardi
  • La crisi greca non scoraggerà gli investitori

I volumi registrati dal team JLL Hotels & Hospitality indicano che il 2015 sarà un anno eccezionale per le transazioni alberghiere in Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA).

Il volume delle transazioni registrate nei primi sei mesi dell'anno nell'area EMEA è aumentato dell'85% rispetto allo stesso periodo del 2014 raggiungendo €13,2 miliardi transati. Questo incremento è stato principalmente trainato dal Regno Unito che si sta affermando come leader in EMEA raccogliendo quasi il 50% di tutte le transazioni alberghiere dell'area, un aumento del 172% rispetto al 2014.

I primi sei mesi dell'anno in Germania hanno registrato un aumento del 60% nel volume delle transazioni alberghiere che hanno raggiunto €1,4 miliardi. Il primo semestre del 2015 ha visto un numero significativo di transazioni sia di singoli assets che di portafogli.  Tra questi ricordiamo la vendita dell'Hotel Marriott a Monaco di Baviera e la più grande transazione di un portafoglio alberghiero in Germania: la vendita, con sale and franchise-back, di 18 alberghi Accor, a Event Hotel Group per €150 milioni.

Fondi d'investimento e di private equity continuano a concentrarsi sugli  hotel europei.

Fondi d' investimento e di private equity, specialmente Nord Americani, continuano a concentrarsi attivamente sulle opportunità di investimento nel settore alberghiero Europeo. Nella prima metà del 2015, i portafogli alberghieri del Regno Unito si sono rivelati particolarmente attraenti per i fondi di investimento e di private equity Nord-Americani che nel periodo considerato hanno transato per un valore superiore a €1,1 miliardi (il 57% di tutte le transazioni di portafogli regionali UK).

Lonestar Funds è stato l'investitore più attivo nel Regno Unito e quest'anno ha già speso oltre €1,7 miliardi per l'acquisto di oltre 13.000 camere d'albergo a Londra ed in altre ubicazioni del Regno Unito.

"L'interesse di questi fondi di investimento e di private equity per il mercato alberghiero Europeo non è certo una sorpresa. E' infatti un mercato dove sia la base dei rendimenti che il numero dei visitatori continua ad essere sostenuto; assistiamo ora a questo tipo di investitori riporre ulteriore fiducia nel settore dimostrando interesse oltre che per le city hubs, anche per mercati  periferici e regionali," ha dichiarato Roberto Galano, Executive Vice President di JLL Hotels & Hospitality.

Capitali cinesi entrano in Europa​

L'area EMEA sta anche constatando un sgnificativo ingresso di capitali Cinesi.  "In passato, le procedure burocratiche necessarie per l'approvazione d'investimenti esteri di importo superiore a $100 milioni costituiva un ostacolo per gli investitori Cinesi. Recentemente, il Ministero del Commercio Cinese ha modificato le procedure" ha spiegato Galano. "All'inizio di quest'anno avevamo previsto che nel 2015 il volume di transazioni alberghiere da parte di investitori Cinesi avrebbe raggiunto circa $ 5 miliardi a livello globale. Nella sola area EMEA, invece, abbiamo già assistito all'acquisizione del portafoglio Louvre da parte di Jin Jiang per €1,9 miliardi e ci aspettiamo ulteriori transazioni entro la fine dell'anno."

E' poco probabile che la crisi finanziaria greca  comprometta gli investimenti

A proposito della recente crisi del debito in Grecia Galano dice: "Proteggere l'industria del turismo Greco sarà fondamentale per quanti stanno negoziando a Bruxelles. Il turismo, devastato dal debito,  è una delle principali  risorse per l'economia Greca e lo scorso anno ha contribuito per quasi il 10% al Prodotto Interno Lordo nazionale.

Per gli investitori opportunistici, il recente corso degli eventi rappresenta l'opportunità di accedere ad un mercato che, una volta raggiunto un accordo a Bruxelles, attraverserà un periodo di ripresa. Dopodichè, si dovrebbe vedere un ritorno di fiducia dei turisti e, allo stesso modo, delle banche per i finanziamenti necessari agli operatori che cercheranno di investire."