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Milano

Investimenti alberghieri in EMEA: si prevede un aumento del volume delle transazioni nel 2010

Gli investitori opportunistici sono tra i più attivi acquirenti di hotel


Milano, 22 Gennaio 2010 – Secondo i dati di Jones Lang LaSalle Hotels, nel 2009 il volume degli investimenti alberghieri in Europa, Medio Oriente ed Africa (EMEA) è sceso a €2.9 miliardi, il valore più basso registrato dalla fine degli anni ’90, con un calo del 63% rispetto al valore del 2008.

Sebbene ci si aspetti che anche il 2010 sia un anno difficile, entro la fine dell’anno il volume degli investimenti potrebbe aumentare del 40% rispetto al 2009 raggiungendo €4.1 miliardi.  L’incremento sarà dovuto al miglioramento della situazione economica, alla maggiore fiducia degli investitori e all’aumento di opportunità di investimento sul mercato.
 
Roberto Galano, Executive Vice President di Jones Lang LaSalle Hotels, Italia, dichiara: “Il mercato alberghiero in EMEA continuerà ad essere poco dinamico anche nel 2010, nonostante alcuni segnali di ripresa.  L’attività sul mercato sarà caratterizzata da due tipi di investitori: acquirenti opportunistici ed investitori di prodotti a reddito.  I primi saranno più attivi nei mercati maggiormente colpiti dalla recessione nel 2009 quali Gran Bretagna, Spagna ed Irlanda.  I secondi saranno principalmente investitori istituzionali alla ricerca di ritorni sicuri con gestori affidabili.”
 
La maggior parte degli investimenti nel corso del 2009 è stata registrata in Francia, mentre la domanda degli investitori rimaneva concentrata sulle principali città Europee come Londra e Parigi.  La Gran Bretagna, storicamente il principale mercato Europeo in termini di volumi di transazioni, nel 2009 era invece in seconda posizione seguita a poca distanza da Germania e Spagna.  Si prevede che nel corso del 2010 la Gran Bretagna ritorni ad essere il principale mercato Europeo, arrivando a rappresentare  il 30-40% del totale degli investimenti in EMEA.
 
A causa della drammatica contrazione dei finanziamenti da parte delle banche, nel corso del 2009, la maggior parte delle transazioni registrate ha riguardato singoli immobili.  Queste transazioni hanno rappresentato il 72% del totale degli investimenti mentre le vendite di portafogli di alberghi sono diminuite dell’80% rispetto al 2008. Roberto Galano continua: “Nel breve periodo non prevediamo cambiamenti rispetto all’attuale andamento del mercato.  Le vendite di portafogli rimarranno limitate vista la poca disponibilità delle banche a fornire elevati livelli di leva finanziaria.  La vendita di singoli immobili ha avuto un forte impatto sulla dimensione media delle transazioni nel 2009.  In media, gli hotel venduti nel corso dell’anno hanno registrato un prezzo inferiore ai €50 milioni”.
 
Prevediamo che nel 2010 crescerà leggermente il numero degli alberghi in difficoltà finanziaria (distressed) portati sul mercato.  Sebbene molti proprietari alberghieri abbiano incontrato notevoli difficoltà di rifinanziamento nel 2009, un numero relativamente esiguo è stato costretto a vendere.  Questo è dipeso dal fatto che, generalmente, le banche hanno preferito lavorare con i loro clienti piuttosto che portare gli immobili sul mercato in questo contesto economico, che sarebbe stato d’altro canto fortemente penalizzante.  Si prevede che nel 2010 gli investimenti saranno principalmente spinti dalle banche e dalla loro volontà di continuare a finanziare.  L’attenzione resterà concentrata su transazioni di dimensioni medio-piccole e sul grado di rischio dei singoli investimenti.  Inoltre, il settore bancario sarà il principale generatore di opportunità di hotel in vendita, soprattutto in Gran Bretagna dove le banche si stanno concentrando sempre più sulla “pulizia” dei loro bilanci.
 
Galano conclude: “Ci aspettiamo che, nel corso del 2010, la base degli investitori alberghieri si allargherà leggermente grazie al graduale stabilizzarsi delle performance alberghiere e all’aumentare di investimenti opportunistici.  Vedremo una maggiore attività da parte di individui con elevate disponibilità economiche (i cosiddetti High Net Worth Individuals) come ricchi soggetti provenienti dall’Asia e i fondi sovrani.  Gli investitori istituzionali stanno raccogliendo sul mercato nuova liquidità pronta ad essere investita in modo selettivo nel settore immobiliare.  Prevediamo che nel 2010 i compratori resteranno avversi al rischio e si concentreranno su strutture di qualità, localizzate in primarie destinazioni e con forti prospettive di apprezzamento del valore immobiliare.  L’attività di investimento continuerà a concentrarsi in Europa Occidentale, dove gli investitori si sentono più a loro agio nell’investire i loro capitali”.
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