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Le notizie

MIPIM, Cannes

Per il 2010 Jones Lang LaSalle prevede una ripresa non uniforme per i mercati degli investimenti immobiliari nell’area EMEA, con una crescita nei volumi complessivi

Il nuovo European Capital Markets Bulletin divulgato al MIPIM, con una prospettiva per il 2010


MIPIM, Cannes, 16 Marzo 2010 – Jones Lang LaSalle ha confermato oggi la sua previsione per gli investimenti diretti in immobili commerciali (quindi non residenziali) in Europa nel 2010, previsione che vede un aumento del 20-30% dei volumi investiti rispetto ai livelli del 2009, anno in cui sono stati investiti 69,2 miliardi di euro. Secondo l’ultimo European Capital Markets Bulletin, appena pubblicato da Jones Lang LaSalle, nel quarto trimestre 2009, nell'area EMEA, sono state concluse operazioni immobiliari commerciali pari a 24,6 miliardi di euro, più del doppio degli 11,6 miliardi di euro del primo trimestre 2009, e più del 50% del giro d’affari del quarto trimestre 2008. Un ultimo trimestre dell’anno particolarmente attivo non è inconsueto, poiché solitamente gli investitori cercano di allocare i capitali proprio entro la fine dell’anno, sebbene un simile incremento non si vedesse da molto tempo: i volumi degli investimenti sono diminuiti per sette trimestri consecutivi fra il secondo trimestre 2007 ed il primo trimestre 2009. 
 
Chris Staveley, a capo del dipartimento EMEA Capital Markets di Jones Lang LaSalle ha dichiarato: “La crescita a cui prevediamo di assistere quest’anno sarà alimentata da un miglioramento nella disponibilità di credito, dalla consapevolezza che i prezzi hanno probabilmente già toccato il fondo e stanno risalendo, da una propensione leggermente maggiore al rischio e da un maggior numero di asset in arrivo sul mercato.”
 
Staveley ha proseguito: “Se nel 2010 i mercati raggiungessero i livelli sopra citati, dal punto di vista storico sarebbero comunque volumi contenuti, all'incirca corrispondenti ai livelli del 2002. La ragione per cui i volumi delle operazioni aumenteranno gradualmente anziché in modo repentino sarà, crediamo, dovuta all'attenzione continua da parte degli investitori verso una fascia ristretta di prime asset core che producono reddito. Una prospettiva economica debole crea difficoltà nel mercato degli utilizzatori quasi ovunque, e nonostante in alcuni mercati si noti una certa ripresa delle locazioni più importanti, prudenza e avversione al rischio rimarranno nel 2010 i temi chiave del mercato, sia per gli investitori che per gli utilizzatori.” 
 
Prevediamo un continuo miglioramento nella chiusura delle transazioni e nella disponibilità di credito, che si tradurranno nel 2010 in un maggior numero di deal di grande valore. Deal del valore superiore ai 50 milioni di euro hanno visto un costante incremento dal primo trimestre 2009, e ancora di più nel terzo trimestre dell’anno grazie a due contrattazioni di valore superiore a 1 miliardo di euro. Delle quasi 100 operazioni di valore superiore a 100 milioni di euro completate nel 2009, circa 75 di esse sono state concluse nella seconda metà dell'anno e 40 nell'ultimo trimestre. La seconda metà dell’anno ha visto il ritorno delle transazioni del valore superiore a 1 miliardo di euro, con due importanti operazioni: il sale and leaseback di un portafoglio di sportelli bancari in Spagna e la vendita di una partecipazione al 50% nel Broadgate Estate nel Regno Unito.
 
Il totale degli investimenti cross border rappresenta oggi meno del 50% del totale delle operazioni concluse, in diminuzione rispetto al livello massimo del 63% raggiunto nel 2007. Il declino degli investimenti cross border ha mascherato una concentrazione di capitali internazionali in un piccolo numero di mercati. Il Regno Unito, che ha attirato più del  50% di tutto il flusso in entrata degli investimenti cross border, ha visto compratori di oltre 50 nazionalità rappresentare il 54% delle attività di acquisto; i flussi di investimenti cross border sono aumentati rapidamente in Francia verso la fine dell’anno, maggiormente destinati al mercato di Parigi, con volumi di investimenti cross border aumentati di quasi il 100% rispetto ai livelli del terzo trimestre, e del 350% rispetto a quelli del primo trimestre; un piccolo numero di grandi deal opportunistici hanno garantito anche alla Spagna di rimanere una destinazione di investimenti cross border; e i mercati della CEE (Central and Eastern Europe) hanno continuato ad attrarre una quota significativa di investitori stranieri, raggiungendo in totale la quarta quota più grande di capitali cross border.
 
Nigel Roberts, a capo del dipartimento EMEA Research di Jones Lang LaSalle, ha dichiarato: “E’ probabile che l’obiettivo dei capitali internazionali si allarghi ulteriormente nel 2010, con compratori esteri che saranno più attivi in un numero maggiore di mercati rispetto al 2009, guidati da una fiducia maggiore, sempre che il ritmo della ripresa economica e della stabilità finanziaria sia mantenuto.”  
 
Arthur de Haast, a capo del dipartimento International Capital Group di Jones Lang LaSalle, ha detto: “Nel 2010 l’aumento delle attività di contrattazione nell’area EMEA sarà accompagnato da un aumento simile sia in Asia che nelle Americhe. Prevediamo che gli investitori cross border continuino a rivestire un ruolo importante nel fornire liquidità per grandi deal nei mercati core nell'area EMEA.”
 
Patrick Parkinson, Amministratore Delegato e a capo del dipartimento Capital Markets in Italia per Jones Lang LaSalle, ha commentato: “Già nei primi mesi del 2010 notiamo una diversa “temperatura” da parte degli investitori esteri nei confronti del nostro paese, che sono passati dal gelo polare nel 2009 ad un deciso “scongelamento”. Si ha evidenza di ciò già grazie ad alcune transazioni di dimensioni paragonabili ad altri importanti paesi europei, per esempio il deal che sta interessando Porta di Roma con Allianz. Con il prodotto giusto a prezzi coerenti c’è appetito per gli investimenti in Italia.”
 
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