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Milano

Investimenti Retail in calo in Europa Continentale nel primo trimestre dell’anno

Ma i bassi tassi di vacancy nei centri “prime” tengono alta la domanda degli investitori


Milano, 22 Aprile 2009 – L’ultima ricerca di Jones Lang LaSalle evidenzia come gli investimenti immobiliari diretti nel settore Retail registrati in Europa Continentale ammontino complessivamente a €980 milioni nel primo trimestre 2009, con una diminuzione del 37% rispetto al trimestre precedente (€1.5 miliardi). L’Europa Occidentale ha registrato la gran parte (89%) del volume delle transazioni: in quest’area gli investitori si stanno sempre più focalizzando sui propri mercati interni. La proporzione del volume degli investimenti nel settore Retail effettuato da investitori interni è aumentata da 1/3 nel 2008 a più della metà del totale nel primo trimestre 2009.
 
Jeremy Eddy, a capo del dipartimento Retail Capital Markets di Jones Lang LaSalle, ha commentato: “In Europa Continentale gli investitori persistono nella loro strategia attendista, mentre la maggior parte dei mercati registrano alcune diminuzioni dei prezzi nel corso del primo trimestre. Allo stesso tempo, l’alto costo e la difficoltà di accesso ai finanziamenti continuano a limitare la liquidità presente sul mercato, in particolar modo per le transazioni di maggior rilievo. La domanda per prodotti prime nelle migliori location è costante, inoltre i bassi tassi di vacancy in molti schemi di alto livello forniscono la sicura redditività a lungo termine che gli investitori cercano”.
 
L’Italia e la Germania rappresentano in questo primo trimestre i mercati più attivi, registrando rispettivamente il 31% e il 28% del volume totale delle transazioni. In Italia sono state completate due operazioni superiori ai €100 milioni, il Barberino Designer Outlet e il centro commerciale Centro Rondò a Monza, mentre il mercato tedesco è stato il più attivo in termini di numero di transazioni, ben nove completate nel primo trimestre. Gli investimenti in Europa Centrale ed Orientale non hanno raggiunto valori di rilievo, in parte a causa della scarsità di investitori interni a tali mercati.
I centri commerciali classici rappresentano il target principale per gli investitori, ma hanno registrato poco più di 1/3 del volume totale delle transazioni, contro il 55% del 2008. Ciò può essere considerato sintomo della scarsità di prodotto prime sul mercato e della difficoltà nel reperire capitali per finanziare transazioni più consistenti. Tuttavia, i centri commerciali con ottime caratteristiche in termini di location, dimensioni, contratti d’affitto e qualità restano un obiettivo chiave per gli investitori nel 2009. Anche i Factory Outlet Centre, che hanno registrato il 26% del volume delle transazioni, hanno rappresentato un target importante nel primo trimestre, con Henderson e Neinver che hanno consolidato i propri portafogli Outlet.
Il volume delle transazioni nel Regno Unito ha totalizzato nel primo trimestre €1.3 miliardi, con un aumento del 54% sul quarto trimestre 2008, anche se la vendita del 50% del pacchetto azionario del centro commerciale Meadowhall occupa quasi la metà di tale volume (48%). Nel Regno Unito l’interesse degli investitori è in aumento, sulla scia di un consistente rialzo nei rendimenti, ma tale cambiamento nella politica dei prezzi riflette l’attuale preoccupazione circa l’aumento dei tassi di sfitto, anche in location di prima qualità.
 
Tornando all’Europa Continentale, Jeremy Eddy conclude: “Riteniamo che, nel corso dell’anno, si concluderanno nuove transazioni, mentre le aspettative di compratori e investitori si allineeranno sempre di più e il mercato tornerà a valori più equi. Due sono i fattori chiave perchè tutto ciò si realizzi: un ribasso nelle valutazioni e un limitato ritorno alla concessione di capitale da parte del settore bancario”.
 
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Note per i Redattori
I dati dell’analisi si riferiscono a tutte le vendite di centri commerciali, retail warehouse e factory outlet centre registrate in Europa Continentale. Non sono inclusi i mercati di Regno Unito e Irlanda, le transazioni high street e ogni investimento con valore inferiore ai €65 milioni.