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Le notizie

Milano

La Fine del Retail Silenzioso e l’Era dell’Informazione

Quinta Parte di Retail 2020 di Jones Lang LaSalle


Milano, 13 luglio 2010 – Jones Lang LaSalle ha lanciato oggi la quinta parte dello studio Retail 2020: ‘The End of Silent Retailing’. Retail 2020, lanciato il 28 Maggio attraverso un sito web interattivo, prende in esame il panorama globale del retail, settore in costante e rapido cambiamento, nei prossimi 10 anni.
 
Il futuro del marketing per il settore retail si focalizzerà senza dubbio sul coinvolgimento nel dialogo tra i consumatori, ma anche sul ruolo attivo nello stimolare tali conversazioni. Fino ad ora l’industria del retail è rimasta silenziosa rispetto alla comunicazione con le persone; la crescente importanza di internet non solo consentirà, ma richiederà l’intervento dei retailer.
 
The End of Silent Retailing analizza come le nuove tecnologie stiano generando un nuovo imperativo per i retailer: entrare nel dialogo con i consumatori. Lo studio evidenzia come i social network permetteranno ai retailer di diventare parte della vita reale dei consumatori e quale sarà l’impatto sull’esperienza complessiva di acquisto. The End of Silent Retailing spiega inoltre che i retailer avranno accesso ad un numero altissimo di informazioni sui propri clienti e come utilizzare al meglio questi dati.
 
Simone Burasanis, Head of Retail Agency di Jones Lang LaSalle ha commentato: “I retailer hanno già iniziato a dialogare con i propri clienti attraverso Facebook, Twitter e le applicazioni per l’iPhone. Tuttavia, un numero significativo di retailer devono ancora attivare la comunicazione con i clienti attraverso queste nuove tecnologie e, nel corso dei prossimi dieci anni, sarà molto difficile creare un’attività retail di successo senza confrontarsi con questo fenomeno in continua crescita.
 
Robert Bonwell, CEO of EMEA Retail di Jones Lang LaSalle ha dichiarato: “Adottando un approccio più interattivo, i retailer potranno costruire relazioni più forti con i consumatori. I retailer dovranno rinunciare ad un certo grado di controllo sui propri marchi e permettere ai consumatori di modellarli al proprio posto; la ricompensa consisterà in una comprensione migliore delle abitudini di acquisto delle persone”.
 
Conclude Bonwell: “A sua volta, ciò permetterà ai retailer di accedere a dati approfonditi per modellare la commercializzazione del prodotto sui singoli individui e non su un generico pubblico di massa. Nei prossimi dieci anni i retailer competeranno per ottenere questi dati sui consumatori e i vincitori saranno proprio quelli che riusciranno a decodificare nel modo più efficace anche le informazioni più profonde.”
 
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