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Chicago, Londra & Singapore

In Ripresa gli Investimenti Cross-Border Globali di Immobili Commerciali

I Global Capital Flows in Ripresa nei Settori Retail, Hotel ed Industriale, mentre i Player Diversificano gli Investimenti


Chicago, Londra & Singapore, 23 settembre 2010– Secondo il nuovo studio di Jones Lang LaSalle, il dato sugli investimenti globali di immobili commerciali nella prima metà del 2010, quasi raddoppiato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, è stato sostenuto dagli investimenti cross-border, tornati ai livelli precedenti alla crisi. Gli investimenti immobiliari globali hanno raggiunto gli US$132 mld nella prima metà del 2010, rispetto agli US$76 mld della prima metà del 2009 e, dopo una diminuzione dei volumi complessivi nella prima metà del 2009 che ha portato al 31% la quota dell’attività cross-border, questa è ora tornata al 43%, una tendenza che continuerà negli ultimi mesi del 2010. Ciò riflette una generale ripresa del mercato e della fiducia, un ritorno alla globalizzazione degli investimenti immobiliari e una ricerca di valore da parte degli investitori.   
 
Trend regionali
Nella prima metà del 2010 i maggiori volumi di investimenti cross-border sono stati registrati in Europa (più del 54% delle transazioni in Europa sono state di tipo cross-border, delle quali il 24% inter-regionali). Nei mercati americani, storicamente condizionati da forti investitori nazionali, le transazioni hanno registrato la più alta quota di investimenti inter-regionali in assoluto (più del 35% di tutte le transazioni americane sono state inter-regionali). In Asia i volumi delle transazioni nella prima metà del 2010 erano superiori al 40% rispetto a quanto registrato nella prima metà del 2009; il 69% delle transazioni in Asia sono state di tipo nazionale e, del 31% delle transazioni cross-border, il 15% era inter-regionale.
 
Richard Bloxam, Head of Pan-EMEA Capital Markets di Jones Lang LaSalle, ha commentato: “Dopo il 2008 e il 2009, che hanno visto molti investitori chiudersi nei propri mercati nazionali, il 2010 ha registrato una ripresa dell’attività cross-border a proporzioni ante-crisi. I volumi complessivi rimangono molto limitati rispetto al 2007, nonostante la ripresa si faccia sentire anno dopo anno. Gran parte dell’attività inter-regionale si è concentrata a Londra e successivamente a Parigi, mentre registriamo un interesse crescente verso la Germania. Anche gli investimenti intra-regionali in EMEA hanno registrato una forte ripresa, in particolare per quanto riguarda le aree più grandi e i centri commerciali, mentre la domanda istituzionale e la disponibilità di credito continuano a tornare nel settore immobiliare, specialmente per i migliori asset prime.” 
 
Alistair Meadows, direttore dell’International Capital Group per l’Asia, aggiunge: “Il ritorno degli investimenti cross-border a livelli ante-crisi ha anche segnalato una crescente attività da parte degli investitori asiatici nei principali mercati internazionali, inclusi i settori commerciale e residenziale a Londra. I capitali cross-border provenienti sia da investitori asiatici istituzionali che da privati in Malesia, Singapore, Hong Kong e Corea (il quarto mercato più attivo globalmente nel primo semestre 2010) continuerà ad avere un impatto significativo sui più importanti mercati globali.”
 
Destinazione degli investimenti cross-border
Fino a questo momento, la destinazione più popolare per gli investimenti cross-border è stata la Gran Bretagna, con $7 mld investiti, mentre la Germania supera gli Stati Uniti e si classifica al secondo posto. Gli Stati Uniti si fermano al terzo posto (rispetto al secondo posto del primo semestre 2009) nonostante le transazioni nel mercato americano siano raddoppiate, passando da $2.2 mld a $4.3 mld. Giappone, Australia e Svezia entrano nella top 10 delle destinazioni più popolari nel primo semestre di quest’anno, mentre non erano entrate in classifica nello stesso periodo del 2009.
 
Investitori cross-border
Nella prima metà del 2010, gli investimenti cross-border continuano ad essere dominati dai principali investitori istituzionali dotati della maggiore liquidità a livello mondiale; i Global Fund (che raccolgono capitale in diverse regioni) rappresentano il gruppo più ampio di investitori, seguiti da fonti di capitali nei mercati di Germania, Singapore, Paesi Bassi, Medio Oriente, Gran Bretagna, Sud Corea, America, Hong Kong e Svezia.
 
Investitori inter-regionali
I Global Fund (che raccolgono capitale in diverse regioni) sono stati anche gli investitori inter-regionali più attivi nella prima metà del 2010 e hanno raddoppiato i capitali investiti rispetto alla prima metà del 2009. Gli investitori provenienti dal Medio Oriente rimangono i secondi principali investitori inter-regionali e hanno più che raddoppiato gli investimenti fatti nel primo semestre 2010 rispetto allo stesso periodo del 2009. Gli americani hanno aumentato gli investimenti inter-regionali del 48% rispetto all’anno precedente, mentre gli investitori Sud Coreani si sono classificati al quarto posto (non erano presenti nella graduatoria del 2009), avendo investito a livello inter-regionale US$0.8 mld nei primi sei mesi di quest’anno. Gli investitori tedeschi sono stati meno attivi a livello inter-regionale, con volumi in diminuzione da $1.1 mld nel primo semestre 2009 a $0.5 mld nello stesso periodo di quest’anno; ciò riflette in parte un approccio più conservativo, mentre la legislazione dei Fondi Tedeschi è sotto revisione. 
 
Settori
Nonostante il settore degli uffici resti dominante, rappresenta meno della metà (48%) del volume delle transazioni registrate nella prima metà del 2010 (rispetto al 53% nella prima metà del 2009), mentre l’attività nei settori retail, hotel e industriale è in ripresa e gli operatori diversificano i propri investimenti.
– fine –
 
Note per i Redattori
 
1. Storico dei volumi degli investimenti globali diretti di immobili commerciali

Anno    Totale                          Cross-Border   
2003      USD 354 mld                 USD 90 mld   
2004      USD 393 mld (+11%)     USD 118 mld (+31%)   
2005      USD 495 mld (+25%)     USD 166 mld (+40%)   
2006      USD 700 mld (+41%)     USD 299 mld (+80%)    
2007      USD 759 mld (+8%)       USD 353 mld (+18%)   
2008      USD 378 mld (-50%)      USD 159 mld (-54%)   
2009      USD 209 mld (-44%)      USD 79.5 mld (-50%)
2009 H1 USD 76 mld                   USD 23.6 mld    
2010 H1 USD 132 mld (+73%)     USD 56.8 mld (+140%) 

2. I dati riportati includono tutte le transazioni dirette di immobili commerciali (anche hotel).
 
3. Le acquisizioni di terreni, i progetti di sviluppo e gli investimenti residenziali sono esclusi dai nostri dati, così come tutte le operazioni di valore inferiore agli US$5 mln.
 
4. Si intendono investimenti cross-border quelli nei quali l’acquirente, il venditore o entrambi provengono da un altro paese rispetto a quello nel quale è localizzato l’asset.
 
5. Gli investimenti cross-border si classificano in investimenti ‘intra-regionali’ (sia l’acquirente che il venditore provengono dalla regione nella quale è localizzato l’asset) e investimenti ‘inter-regionali’ (acquirente, venditore o entrambi provengono da un’altra regione rispetto a quella nella quale è localizzato l’asset).
 
6. I volumi degli investimenti immobiliari regionali sono stati arrotondati al più vicino $US mld.